IL NOTAIO

Se un adulto domanda: "Chi è il notaio?" la risposta è: un libero professionista e un pubblico ufficiale che attribuisce pubblica fede a documenti.

Se lo chiede un bambino di otto anni, si potrebbe rispondere come facevo a mio figlio, quando a quell'età mi domandava in cosa consistesse il mio lavoro: "Il notaio aiuta le persone a farsi delle promesse e scriverle in modo che poi siano costrette a rispettarle".

Siccome non posso escludere che queste righe siano frequentemente lette da bambini di otto anni che girano sul web in cerca del miglior preventivo notarile, traduco la canonica domanda ma perché devo per forza andare da un notaio per una questione che è mia privata in linguaggio fanciullesco: perché le persone non se le possono fare da sole le promesse, e se poi non le mantengono peggio per loro?

Il problema è che alcune promesse non riguardano solo chi se le fa. E, uscendo di metafora, chi sia effettivamente il proprietario di un immobile o chi possa validamente rappresentare una società commerciale è una questione che interessa direttamente lo Stato, le banche che prestano i soldi o gli altri cittadini che vogliono poi diventare proprietari di un immobile o fare affari con una società commerciale.

I notai non sono esattamente un costo per i cittadini, bensì un risparmio per lo Stato che affida a loro, con il supporto del personale dei loro studi, l’incarico di provvedere a compiti per i quali, diversamente, dovrebbe stipendiare funzionari e dipendenti, senza la certezza di ottenere lo stesso risultato. Se per un'udienza in tribunale possono trascorrere anni, mentre un atto notarile si risolve in una decina di giorni, una ragione ci sarà.

Il mondo si divide in paesi che adottano il sistema notarile (circa il 60%) e altri paesi, per lo più quelli anglosassoni, dove il notaio in effetti non c'è. In questi ultimi, però, contrariamente a quel che si pensa, i cittadini non vanno a spendere in pizzeria i soldi che risparmiano per il notaio, ma ne lasciano circa il doppio agli avvocati che preparano i contratti e alle assicurazioni che garantiscono il risultato economico al posto del notaio.

Naturalmente, questo non vuol dire che le competenze dei notai debbano rimanere le stesse per l'eternità. Alcune, con l'evolversi dei tempi e della tecnologia potrebbero tranquillamente venire meno (ad esempio i notai non si occupano più di autoveicoli e di cancellazioni d'ipoteca, e non è morto nessuno), altre invece meriterebbero di essere dirottate ai notai, con vantaggio per l'intera collettività (ma con il torto per i notai di rappresentare una fetta di elettorato piccolo e un eccellente bersaglio per la demagogia). Il dialogo in materia non è semplice perché, da una parte, i notai tendono a convincersi di godere di un diritto costituzionale all'immutabilità delle competenze; dall'altra la classe politica mostra di capire come e perché funziona il sistema notarile più o meno come gli inuit eschimesi capiscono di fisica quantistica, mentre molti cittadini (tendenzialmente quelli che più sono tutelati dalla presenza del notaio) si domandano come mai quei fessacchiotti dei notai c'abbiano messo tre o quattro anni a studiare quello che loro in cinque minuti hanno imparato in Rete.

Sul blog Abbasso i notai? discuterò con chi voglia, e senza pregiudizi, dell'utilità o inutilità dei notai e del loro operato.

Per chi volesse riflettere con una certa cognizione di causa sulle ragioni storiche, sociologiche ed economiche delle attuali discussioni sul notariato e il suo ruolo rinvio al primo testo linkato sotto.

Nel link successivo riprendo un mio precedente scritto in cui provavo a illustrare il semplicismo di certi criteri di scelta del notaio da parte dell'utenza.

Il notaio in Italia all'inizio del XXI secolo

Notaio facile o notaio difficile

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