CONTRATTI DI STRADA

 

Quando cominciai a studiare diritto privato all'università rimasi molto colpito dalla rivelazione che lo
scambio tra il quotidiano che mi passava l'edicolante e le mie duecento lire era un contratto a tutti gli effetti, benché la sua caratteristica di avere solo forma verbale (ed estremamente concisa poi!) e l'immediata esecuzione non lo rendessero percepibile come tale.
La nostra vita è popolata di contratti, che in omaggio a quella mia memoria ma anche a sottolineare la natura apparentemente informale della relazione definirei di "strada". Compierli, molte volte (come nel caso dell'acquisto dall'edicolante) diventa un gesto automatico, come respirare, e ben più greve sarebbe la vita se dovessimo soffermarci a considerare e dettagliare dei semplici atti sotto il profilo giuridico. A volte, però, gli accordi che stringiamo in occasioni sociali o anche lavorative ma apparentemente standardizzate, meriterebbero una definizione più puntuale dell'intesa raggiunta. La loro sottovalutazione è quella che affolla le aule dei giudici di pace e a volte introduce a controversie giudiziali più significative. E pensare che sarebbe bastato buttar giù poche righe per evitarlo. Quando poi si mettono queste cose per iscritto ci si accorge che ne viene fuori il modo di valorizzarle, facendo emergere aspetti, vantaggiosi magari per entrambi gli interessati (se sono solo due), che non erano stati presi in considerazione. Il pensiero, in generale, ha questo di bello: che quando ci si concentra e lo si fissa sulla carta (o sul computer) la mente si apre a riflessioni che la velocità o l'indistinzione con cui aveva attraversato la mente non avevano preso forma. Il contratto è uguale. Se persone che intendono perseguire un accordo provano a scriverlo e lo rileggono si rendono conto dei problemi che vi sono sottesi ma anche delle opportunità che si aprono. Il contratto di strada può avere ad oggetto, ad esempio:
  • la regolazione di accordi di vicinato tra singoli condomini
  • la vendita dell'usato, con le relative garanzie
  • la regolazione di attività svolte in comune che non assumono caratteristiche tali da generare una società commerciale
  • una serie di contratti di natura agricola, che spesso vengono conclusi con una stretta di mano ( e sarebbe anche bello se non fossero una discreta fonte di litigiosità a posteriori)
  • il comodato di beni mobili di un certo valore
  • l'integrazione personalizzata di contratti che vengono proposti di solito in forma standardizzata
  • gli accordi tra parenti per la distribuzione dell'assistenza di un altro parente
  • l'accesso a un bene, un servizio, un'opportunità
  • l'offerta di disponibilità a offrire un bene, un servizio, una prestazione qualora si verifichi il ricorrere di determinate circostanze
 
La lista è potenzialmente infinita e quelle situazioni basic descritte sopra sono passibili di infinite e laterali complicazioni, di partenza e di arrivo. Quel che è certo è che non è il caso di scriverseli da soli o di ricorrere a un giurista inesperto, perchè l'assenza della prassi richiede, idealmente, l'apporto di un giurista creativo abituato a misurarsi con casistiche più sofisticate. Certo, bisogna vedere se il gioco vale la candela, in termini economici. Però chiedere non costa nulla.
Questa, dunque, la formula proposta dal "notaio a distanza": inviate una mail nella quale raccontate il vostro caso e l'obiettivo che intendereste raggiungere con il contratto. Se non riceverete risposta entro cinque giorni significherà che è stata qualificata eccessiva l'idea di una regolamentazione giuridica o anche che la materia è stata considerata al di fuori delle competenze non onniscienti di "questo notaio". In caso contrario riceverete una risposta con un preventivo scritto e la specifica dell'attività che verrà svolta a vostro favore, tendenzialmente consistente nella stesura del contratto previa acquisizione delle informazioni necessarie. In caso di vostra adesione vi verrà inviato l'iban per il bonifico e, alla ricezione dello stesso, comincerà l'attività a vostro favore.