Voltura catastale e accettazione tacita dell’eredità

 

È pacifico che presentare la dichiarazione di successione non implichi accettazione tacita dell’eredità. Si tratta infatti di un mero adempimento fiscale a carico del chiamato all’eredità. Il termine per la presentazione è di un anno, mentre il diritto di accettare l’eredità si prescrive dopo dieci anni.

La giurisprudenza considera invece l’effettuazione della voltura catastale, che consegue alla presentazione della denuncia di successione, un fatto che dimostra l’avvenuta, tacita accettazione

L’orientamento è stato confermato dall’ordinanza 22/1/2010 n. 1438 della Corte di Cassazione che ha confermato i giudizi sul caso specifico del Tribunale e della Corte d’Appello di Torino.

In realtà le sentenze di merito avevano preso in considerazione il comportamento del ritenuto accettante nel suo complesso. Egli infatti esercitava possesso sull’immobile e ne sopportava gli oneri condominiali.

Ma l’avvenuta voltura è stata già in passato qualificato come evento esaustivo dell’accettazione tacita: così, fra le altre, Cass. 7075/1999; 10796/2009; 22317/2014.

In dottrina molti sono i pareri discorsi. Alla voltura, come alla denuncia di successione, viene attribuito valore fiscale (diversamente la Cassazione che anche nell’ultima ordinanza parla di effetti civili e fiscali).

Nonostante l’ormai necessario allineamento tra le risultanze catastali e quelle dei registri ipotecari, non si può dire che la voltura assegni la qualità di proprietario, e perciò non sembra corretto parlare di effetti civili.

Ma è il meccanismo automatico (benché differibile) della voltura che discende dalla dichiarazione di successione a rendere iniquo l’assioma della giurisprudenza.

Ne parlo in questo video.