TRUST



Qui di seguito trovate varie strade per avvicinarvi al trust e prendere coscienza delle (non è un refuso, intendevo proprio scrivere delle e non della) sue utilità.
Si va per stadi di approfondimento, e sulla destra sono archiviati una serie di video che danno conto, fra l’altro, dell’evoluzione giurisprudenziale.

 

 

 

 

 

Come il trust è arrivato in Italia

 

Uno strumento ancora non utilizzato al meglio ma della cui utilità si parla sempre più spesso per questo scopo è il trust. La sua particolarità è data dal fatto che non è regolato dalla legge italiana, ed appartiene alla tradizione giuridica del mondo anglosassone. Una convenzione dell’Aja ha allargato l’ambito all’interno di tutti i paesi aderenti, tra cui anche l’Italia: questo significa che per ogni singolo trust è quindi necessario far riferimento ad una specifica legge straniera applicandola su elementi oggettivi e soggettivi italiani.

 

 

 

 

 

Cosa è un trust e le sue figure

 

Con l’istituzione di trust un soggetto (il disponente) trasferisce il suo patrimonio ad un altro soggetto (il trustee), che lo amministra nell’interesse di terzi soggetti, i beneficiari. Il beneficio può consistere nel godimento di rendite o nel trasferimento del bene. A queste tre figure si aggiunge spesso quella del guardiano, che ha funzioni di vigilanza sul trustee. Tecnicamente il trust è composto dall’atto istitutivo del fondo in trust (che ha natura programmatica) e dagli atti di dotazione del fondo (che trasferiscono i beni).

 

 

 

 

 

A chi appartengono i beni inclusi in un trust?

 

I beni inclusi nel trust non appartengono più al disponente, non appartengono ancora al beneficiario e non appartengono esattamente al trustee, perché non fanno parte del suo patrimonio. Questo vuol dire che essi sono sottratti alle pretese di eventuali creditori dei tre soggetti e che attraverso un trust viene effettuata una segregazione del patrimonio.

 

 

 

 

 

 

Quando è conveniente pensare ad un trust

 

Quando si pensa di utilizzare un trust per proteggere il proprio patrimonio è necessario sapere che perché possa essere realmente efficace, lo scopo da raggiungere deve essere integrarsi in un progetto più ampio. Il trust può rivelarsi uno strumento importante per la protezione del patrimonio della famiglia e per il patrimonio di un’azienda o impresa, ed esistono poi dei casi in cui questi due ambiti si intrecciano, come ad esempio nel passaggio generazionale di un’azienda a conduzione famigliare. Più in generale il trust è un ottimo modo per pianificare la successione e per rispondere a moderni bisogni delle persone.

 

 

 

 

 

Proteggere il patrimonio della famiglia

 

In questo ambito il trust può risultare uno strumento utile per diversi scopi:

  • Proteggere il patrimonio della famiglia, come ad esempio la casa, i beni dei componenti ed eventi imprevisti legati all’attività professionale dei genitori o dei figli
  • Proteggere soggetti deboli come minori malati o soggetti giuridicamente incapaci (interdetti, inabilitati o seguiti da un amministratore di sostegno)
  • Gestire al meglio ed anticipare controversie in caso di separazione o divorzio

 

 

 

 

 

 

Proteggere il patrimonio dell’impresa

 

Il trust può risultare un valido strumento anche nella gestione aziendale:

  • per gestire il passaggio generazionale di un'azienda
  • per assicurarsi garanzie di finanziamenti e istituti di credito
  • per gestire patti di sindacato societari
  • per mettersi al riparo preliminarmente rispetto alla crisi d'impresa e dell’azienda

 

 

 

 

 

Utilizzare il trust per anticipare e pagare subito le tasse della successione

 

Spesso però il trust viene utilizzato con lo scopo di pianificare e anticipare le questioni di successione. Questo perché utilizzando il trust si può accedere a vantaggi fiscali in quanto le tasse vengono pagate al momento del trust e poi cristallizzate. Questo può risultare un vantaggio, soprattutto tenendo conto che in Italia sembra imminente un sostanzioso ritocco alle tasse di successione.

 

 

 

 

 

Quale differenza c’è dall’utilizzo della donazione?

 

Rispetto a una donazione, il disponente può evitare di privarsi radicalmente del patrimonio e di un'influenza sulla sua amministrazione, essendo lecito conservare alcune prerogative. Tra le ipotesi più appetibili di trust quella dei "nonni" che hanno un figlio imprenditore e, per non far entrare nel suo rischio d'impresa il patrimonio familiare, saltano una generazione, indirizzando i beni direttamente ai nipoti, ma con una struttura che garantisce al figlio di non essere escluso dai benefici e, a certe condizioni, nemmeno dal godimento e dal controllo sull'amministrazione.

 

 

 

 

 

A chi serve un trust?

 

E’ poi sbagliato pensare che il trust sia uno strumento giuridico che devono prendere in considerazione e che possono utilizzare soltanto i possessori di grandi patrimoni, e d’altronde anche sbagliato pensare che serva solo a chi si preoccupa della protezione del suo.

 

 

 

 

 

Si può sempre utilizzare il trust?

 

E’ importante essere chiari: chi versa già in gravi condizioni di debito non scampa ai suoi creditori ricorrendo a un trust, e disonesto è il professionista che lo spinge in questa direzione.

Altra questione: anche se fondato su una legge straniera, il trust non può intaccare i principi fondamentali dell’ordinamento. Realizzare un cattivo trust può significare renderlo inefficace per i creditori successivi e riportare i beni in una situazione uguale a quella che avevano prima del trust.

Il trust richiede la capacità di armonizzare il diritto interno, il diritto internazionale privato, il diritto dello stato alla cui legge si rinvia, la giurisprudenza di quello stesso stato e quella italiana. Ma soprattutto richiede una capacità di attenta analisi delle esigenze effettive del cliente e l'attitudine a prevederne l'evoluzione, ideando un programma che tenga nel tempo. Anche tra coloro che sono specialisti del trust vi sono differenze di impostazione che spingono ad approcci e metodologie con sfumature significativamente diverse.

 

 

 

 

 

Come affronto io il trust

 

Mettendo a frutto le mie competenze, l'esperienza e l'immaginazione, perché ogni trust è diverso da quelli precedenti e richiede uno sforzo creativo seguo il cliente:

  • analizzando la sua situazione concreta
  • diagnosticando se ed entro quali limiti essa si presti a definirsi attraverso il trust,
  • affinando all'estremo la consapevolezza per focalizzare gradualmente “un abito su misura”
    • clausola per clausola,
    • ciò che per lui è opportuno
    • che per i beneficiari è vantaggioso
    • che fa funzionare il trust nel tempo

Per capire se un trust "tiene" bisogna immaginarlo come un racconto e vedere se funziona perciò il mio lavoro è (se egli lo desidera, anche in sinergia con suoi altri professionisti) realizzare per chi ha a cuore la protezione del suo patrimonio quel racconto, giuridicamente rilevante, che è il suo trust.